Il 18 giugno 2014 la Galleria Nazionale di Parma ha ospitato il secondo incontro del ciclo “Parma Cultura”, durante il quale è stato presentato il libro «La Società dei Concerti di Parma. Storia di una presenza musicale a Parma dal 1894», a cura di Lucia Brighenti.

A presentare il volume c’erano, oltre all’autrice, anche Gian Paolo Minardi e Giuseppe Martini, due personalità di spicco della scena musicale e editoriale di Parma: Minardi è stato infatti per 10 anni presidente della Società dei Concerti ed è da 40 anni critico musicale della Gazzetta di Parma, mentre Martini è redattore all’Istituto Nazionale di studi verdiani, si occupa di ricerca storico-musicale e collabora alla pagina culturale della Gazzetta.

Il libro racconta la storia della Società dei Concerti di Parma, una di quelle istituzioni che, assieme al Conservatorio, in maniera discreta e quasi “sommersa” hanno costituito il tessuto connettivo della vita musicale della città. Grazie ad essa negli ultimi 120 anni il Teatro Regio ebbe l’onore di ospitare alcuni dei più grandi nome del panorama concertistico internazionale, come di Arturo Benedetti Michelangeli, uno dei pianisti più ammirati per la precisione della tecnica e la limpidezza del tocco; il leggendario violinista ucraino Isaac Stern; il violoncellista e direttore d’orchestra russo Rostropovich, considerato uno dei più grandi interpreti del nostro tempo per versatilità e vigore espressivo; il pianista Maurizio Pollini, ammirato, oltre che per il prodigioso virtuosismo, per la vastità del suo repertorio.

Non siamo però di fronte a un mero catalogo di esibizioni e biografie di musicisti: il libro è anche (e soprattutto) un viaggio per le strade di Parma, nei teatri e nelle sale da concerto, il racconto di un secolo di vita cittadina, scandito da memorabili eventi musicali. […]

L’eredità della Società dei Concerti è stata raccolta, a partire dal 2003, da Solares Fondazione delle Arti, che ha proseguito con la stessa politica: grandi concerti con grandi ospiti internazionali, tra cui ricordiamo Radu Lupu, Steven Isserlis, Jordi Savall, Grigory Sokolov, Krystian Zimerman, il Quartetto Hagen, I Virtuosi di Mosca.

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